STUDIO GALUPPINIFisioterapia del Dolore Cronico

https://www.cloud6.it/wp-content/uploads/2020/09/blue_line.png
https://www.cloud6.it/wp-content/uploads/2020/09/purple_line.png
https://www.cloud6.it/wp-content/uploads/2020/09/accent_dot.png

Non sei tu il problema. È L’approccio al dolore cronico che è sbagliato.

Fisioterapia per il dolore cronico muscolo-scheletrico a Vercelli, un servizio unico basato su un approccio scientifico e sul modello bio-psico-sociale.

Ti riconosci in questo?

Hai fatto radiografie, risonanze, magari qualche infiltrazione. Hai sentito frasi come “hai la schiena di un settantenne”, “è tutto usurato”, “devi solo stare a riposo” — oppure il contrario: “muoviti di più”, senza nessuno che ti spiegasse davvero come farlo senza avere paura.

Hai fatto cicli di fisioterapia dove ti hanno messo la corrente, ti hanno fatto fare qualche esercizio standard, e poi ti hanno rimandato a casa. Il dolore magari è migliorato per un po’. Poi è tornato e hai ricominciato da capo. Oppure per quel dolore sei costretto a fare un “check” periodico da un professionista (fisioterapista, osteopata, chiropratico, massaggiatore ecc.).

Nulla di male fino a qui, ma poi hai iniziato ad evitare le cose che facevi regolarmente, a causa di questo dolore: non esci più con i tuoi amici, se c’è da andare in gita il solo pensiero ti angoscia, se devi andare in vacanza sai già che sarai costretto a portarti il tuo cuscino per evitare il dolore al collo o alla schiena, se devi prendere in braccio tuo figlio non è un piacere ma quasi ti senti in colpa perché vorresti che non durasse tanto quel momento, perché se no dopo la “paghi”. Devi stare attento a come ti muovi, perché senti che il tuo corpo è fragile; in sintesi, il dolore si è preso la tua vita. Magari, hai iniziato a pensare che il problema sei tu, che il tuo corpo è “rotto”, che dovrai convivere con questo per sempre.

fisioterapia-vercelli
https://www.cloud6.it/wp-content/uploads/2020/09/purple_line.png
https://www.cloud6.it/wp-content/uploads/2020/09/blue_line.png
https://www.cloud6.it/wp-content/uploads/2020/09/red_line.png
https://www.cloud6.it/wp-content/uploads/2020/09/accent_circle.png

Se è così, voglio dirti una cosa chiara: non hai sbagliato nulla, e non sei sbagliato tu. È l’approccio che spesso non funziona per il dolore cronico.

Perché il dolore cronico non è come una frattura

Una persona che soffre di dolore cronico non porta solo dolore con sè, ma una storia che dura da mesi o anni; il dolore cronico non funziona come il dolore acuto di un trauma. È un’esperienza complessa in cui sono alterate le strutture che veicolano il dolore, quelle del sistema nervoso.

Nel dolore cronico, il sistema nervoso diventa più sensibile: questa struttura continua a mandare segnali di allarme anche quando i tessuti si sono già adattati o guariti, un po’ come se un allarme antifurto suonasse non solo quando la porta viene forzata, ma anche se ci si appoggia una mosca.

Non significa che il dolore sia “immaginario” — è del tutto reale — ma significa che curarlo richiede molto più che sistemare una struttura anatomica.

Dolore non è sempre uguale a danno, ma un’esperienza sensoriale, emotiva, psicologica complessa.

Pensiamo a quando abbiamo imparato che appoggiare la mano sul fuoco ci farà bruciare; iniziamo chiaramente a evitare di farlo, perché ciò ci arrecherà del danno. Questo meccanismo si chiama apprendimento, ed avviene anche quando ci infortuniamo, ovvero impariamo che quel gesto è pericoloso e quindi evitiamo di farlo, e ogni volta che proviamo a farlo il corpo manda segnali di pericolo (dolore). Si entra quindi in un circolo vizioso in cui non sembra esserci una via di uscita.

Questo ciclo vizioso però può essere interrotto, attraverso un percorso specifico per queste condizioni ed esperienze motorie guidate.

Entrano in gioco quindi fattori che la fisioterapia tradizionale spesso ignora:
La paura del movimento, che ti trasmette potenziale pericolo ad ogni gesto o attività
L’evitamento che è direttamente collegato alla paura; si evitano tutte le attività che
sono temute, nonostante siano per te di valore e ti gratifichino, per paura di peggiorare e fare danni
La catastrofizzazione, ossia i pensieri associati alla propria condizione (“ho la colonna vertebrale danneggiata”, “se mi muovo peggioro”),
Lo stress, il sonno, il carico emotivo, che modulano quanto dolore percepisci
Le abitudini di movimento che il corpo ha imparato per “proteggersi”
Sintomi depressivi e ansia
Isolamento sociale, familiare, senso di fragilità

Questi elementi, che sono conseguenze del dolore, con il tempo diventano parte del problema che lo alimentano e lo mantengono. Ignorarli è uno dei motivi per cui tanti percorsi terapeutici tradizionali falliscono, anche quando sono tecnicamente corretti.

bt_bb_section_top_section_coverage_image

La proposta dello Studio Galuppini: un metodo evidence based

Il mio lavoro si basa sui modelli scientifici più aggiornati per il trattamento del dolore cronico. Mi ispiro in particolare a due approcci complementari, entrambi radicati nel modello biopsicosociale del dolore — oggi riconosciuto come lo standard scientifico più solido per affrontare il dolore persistente:
La CFT – Terapia Funzionale Cognitiva (Cognitive Functional Therapy), sviluppata a partire dalla ricerca del professor Peter O’Sullivan, che lavora su movimento e comportamenti legati al dolore in modo integrato e personalizzato.
La PIPT – Fisioterapia psicologicamente informata (Psychologically Informed Physical Therapy), un framework che integra nella fisioterapia tradizionale strumenti per riconoscere e affrontare i fattori comportamentali che influenzano il movimento e il dolore (paura del movimento, catastrofizzazione, evitamento).
• I principi di ACT (Acceptance and Commitment Therapy), che ti daranno strumenti per aumentare la flessibilità psicologica, utile, per esempio, per saper gestire i pensieri catastrofici e le emozioni inerenti al dolore fisico e al movimento

In pratica, questo significa farti riavere la libertà di fare davvero ciò che vuoi

01
Capire la tua storia, non solo la tua "diagnosi":

Non parto da una risonanza. Parto da una valutazione approfondita di come ti muovi, cosa eviti, cosa pensi del tuo dolore e cosa è successo nella tua vita da quando è iniziato. Il dolore ha spesso più cause che si intrecciano tra loro.

02
Aiutarti a capire il tuo dolore:

Chi soffre di dolore cronico spesso non ha mai ricevuto la giusta quantità di tempo per capire cosa sta succedendo nel suo corpo. Ti spiego, in modo chiaro e senza tecnicismi, perché senti quello che senti — e perché questo non equivale a una condanna.

03
Guidarti nel tornare alle tue attività e a muoverti, senza paura:

Mediante un percorso sui movimenti specifici che eviti o che temi, per farti riscoprire che il tuo corpo è più capace e più resiliente di quanto pensi.

04
Lavorare sulla persona, non solo sul sintomo:

Sonno, stress, attività quotidiane, obiettivi di vita: tutto questo entra nel percorso, perché tutto questo influenza il dolore che provi.

05
Renderti autonomo, non dipendente da me:

L’obiettivo non è che tu venga da me per sempre. È darti gli strumenti per gestire il tuo corpo e il tuo dolore anche quando il percorso sarà finito.

Cosa NON troverai nel mio studio

Non ti dirò che devi "stare fermo e aspettare"

Non ti tratterò come una struttura da aggiustare

Non ti darò una scheda di esercizi fotocopiata

Non ti farò sentire in colpa se il dolore va e viene

bt_bb_section_top_section_coverage_image

Come viene strutturato il percorso

Si parte della valutazione iniziale approfondita, in cui ascolto con calma la tua storia, cosa ti è successo e come è stato gestito fino ad oggi il tuo problema. Questa prima fase è cruciale perché voglio sapere tutto della tua storia, di cosa hai già fatto e di quanto il dolore stia impattando nella tua vita e quotidianità.

Segue poi l’Esame fisico e funzionale, dove capiamo insieme cosa potrebbe contribuire al tuo dolore; si tratta di un’analisi di come ti muovi e delle tue strategie di movimento, le modifichiamo eventualmente per vedere il comportamento del tuo corpo e dei sintomi, notiamo se sono presenti fattori associati al movimento che possono limitarti, e facciamo dei test più specifici, se necessari (come test ortopedici per verificare l’integrità delle strutture interessate o di palpazione), che ci daranno ulteriori informazioni sullo stato dei tuoi tessuti, sulla sensibilità e sul tuo corpo.

A questo punto, avremo tutto ciò che ci serve: il punto di partenza, dove vogliamo arrivare, qual è il problema e cosa bisogna fare, come verranno strutturate le sedute e i costi del percorso. Per ottenere i tuoi obiettivi di recupero, verrà programmato un piano terapeutico e riabilitativo personalizzato, in cui ti verrà spiegato qual è il problema e come lo gestiremo.

Il mio ruolo sarà quello di guidarti verso il tuo recupero, fornendoti tutti gli strumenti necessari per imparare a gestire eventuali fasi dove il dolore aumenta con strategie pratiche, promuovendo la tua autonomia e il recupero di tutte le attività di valore, potendo così tornare a essere libero di muoverti e di fare ciò che vuoi davvero. Senza limiti.

E se sei distante da Vercelli, non temere, potrai svolgere la visita e il percorso ed ottenere gli stessi risultati lavorando a distanza tramite la teleriabilitazione, esattamente come in presenza.

Per chi è rivolto questo servizio?

– Persone con storia di dolore persistente e che hanno già fatto diversi trattamenti senza risultati, come terapie fisiche (tecarterapia, laserterapia, ultrasuono, Onde d’urto ecc), esercizio terapeutico, terapia manuale, manipolazione, infiltrazioni.
– Persone che soffrono di un dolore che li costringe ad essere seguiti costantemente e/o ciclicamente da una figura sanitaria
– Persone che hanno già visto diversi professionisti (Fisioterapisti, Osteopati, chiropratici ecc), senza ottenere risultati sperati
– Persone che a causa di un dolore hanno rinunciato a tutte le proprie attività di valore (uscire, fare sport, avere rapporti sociali)

bt_bb_section_top_section_coverage_image

Quando è il caso di prenotare una prima valutazione?

Quando ti accorgi che il dolore ti sta allontanando dalla persona che vuoi essere, dal vivere la vita che vorresti davvero e dal fare le cose che ti piacciono.

Magari hai iniziato a evitare di uscire con gli amici per paura di essere un peso, oppure ti sei perso quella gita in montagna perché temevi di non farcela, o ancora hai rinunciato al tuo sport perché non ti senti più in grado di farlo (anche dopo diversi “consigli” che ti hanno detto che era pericolosa quell’attività, che era sbagliata per te nonostante fosse la cosa che più amavi
fare).

Questi sono segnali che poco alla volta il dolore si sta prendendo non solo il tuo fisico, ma anche la tua vita e il tuo benessere mentale e sociale.

Prometto un percorso condiviso e un approccio serio: la riabilitazione non è semplice e non è un lavoro di benessere, sarò per te una figura che ti aiuterà nel recupero e ti trasmetterà fiducia, come una guida che ti indicherà come affrontare un percorso in montagna, dove in cima ci sono i tuoi obiettivi e chi vorresti essere.

Non aspettare ancora, prenota la tua valutazione iniziale

Condizioni già trattate

– Lombalgia persistente
– Cervicalgia e mal di testa persistente
– Vertigine e dizziness posturale e percettiva persistente
– Fibromialgia
– Dolori muscolari e articolari multipli
– Qualsiasi dolore muscolare e articolare persistente

DOMANDE FREQUENTI

01
Quanto dura un percorso per un problema di dolore persistente?

I tempi di recupero variano da persona a persona, in base alla propria storia clinica, età e condizioni di salute generale. In base a questi fattori, potrebbe essere verosimile ipotizzare un percorso di minimo 6 mesi fino a 12-18 mesi. Alla fine del percorso non avrai più bisogno di me e avrai gli strumenti necessari per gestire la tua situazione in autonomia.

02
Quanto costa un percorso di fisioterapia per un dolore cronico e persistente?

I costi possono variare in base al numero di sedute richieste; in generale tendiamo a promuovere l’autonomia della persona fin da subito. Le sedute generalmente verranno inizialmente proposte una alla settimana (per qualche settimana consecutiva) e programmate in base ai tuoi impegni, per poi allungarle nel tempo (una ogni 2 settimane, poi ogni 3, poi ogni mese fino al raggiungimento dei tuoi obiettivi). Ti darò dei compiti da una seduta all’altra, concordati insieme e per te sostenibili e che sono orientati ai tuoi obiettivi. [Essendo un percorso è molto difficile dare un numero esatto, ma non si può immaginare di fare meno di 8-10 sedute fino a un massimo (variabile) di 15-20.]

03
E se durante il percorso il dolore aumenta?

I flare – up (“fiammate”) sono situazioni cliniche dove senza alcuna ragione particolare il dolore aumenta entrando in una fase più intensa: la ricerca scientifica ci dice che è un fenomeno assolutamente normale e fisiologico in chi soffre di dolore persistente. Se dovesse succedere, non ci sarebbe da allarmarsi: ti darò gli strumenti per gestirlo in sicurezza senza che la cosa crei problemi che ti comporteranno danni o lesioni fisiche.

04
Devo fare degli esami prima di fare la visita?

Non è necessario fare degli esami strumentali o una visita medica specialistica prima di una valutazione dal fisioterapista: durante la mia visita verranno fuori gli elementi che eventualmente mi porteranno a indicarti se c’è la necessità di fare approfondimenti o indagini mediche e specialistiche sulla tua condizione.

05
Una volta finito il percorso di fisioterapia, non avrò più dolore?

L’obiettivo del percorso proposto non è direttamente la riduzione del dolore, come succede nella fisioterapia tradizionale, ma l’aumento della tua funzione. Una volta stabilito in visita la non pericolosità del dolore escludendo danni biologici in corso, sappiamo che il dolore potrebbe oscillare nelle settimane e mesi a seguire, caratteristica tipica del dolore persistente. Questo vuol dire che alla fine del percorso, avrai recuperato in sicurezza la tua vita e tutte le attività che prima il dolore stesso ti impediva di fare, ma ci sono dei casi dove, comunque, non ci sono delle ampie modifiche sul dolore. Grazie al percorso riabilitativo imparerai come poter gestire le fasi in cui il dolore aumenta in autonomia e senza un aiuto esterno, rendendoti libero da qualsiasi dipendenza da terzi professionisti. Spesso e sovente però una volta raggiunti gli obiettivi, anche il dolore diminuisce e ha oscillazioni temporali più ampie e meno intense, ma ciò non è detto che accada e dipende molto dalla singola storia clinica individuale.

bt_bb_section_top_section_coverage_image
bt_bb_section_bottom_section_coverage_image
×